Chiedi a qualsiasi marketing manager cosa gli piacerebbe fare, e ti sarà risposto “marketing virale”. Ma cosa significa la parola virale? Una delle campagne marketing virali più riuscite del 2014 è stata quella del secchio di acqua ghiacciata per la sensibilizzazione sulla SLA. Ed anche mesi dopo, la campagna ci resta sempre bene in mente, come giusto che sia visto la buona causa. Tutto questo è frutto di un buon lavoro di marketing, non semplice perchè il “virale” è qualcosa che deve propagarsi in modo autonomo.

Considera come virale il cane a tre teste della mitologia greca, noto come Cerberus. Si tratta di una immagine audace, ma anche importante. Se immagini virale la figura di Cerberus questo ti aiuterà a capire che qualcosa di così potente ha intrinsecamente tre capisaldi di cui hai bisogno. Nel nostro caso sono i seguenti:

Capo 1: Campagna

Raramente un articolo diventa virale. Ma è possibile, se l’articolo è interessante e molto ben scritto con un titolo forte. Eppure, questo è un caso una tantum. Potrebbe attirare traffico e potrebbe anche ottenere qualche conversione, ma è ancora un caso singolare che è distaccato dal tuo brand. Quello che bisogna fare invece  creare una campagna completa. Una campagna è una strategia multi-piattaforma progettata per attirare l’attenzione da diversi portali. Per fare questo correttamente bisogna capire bene cosa vuole il tuo pubblico, dove si trovano (molte aziende per esempio non prendono ancora in considerazione Tumblr, Instagram, e  Snapchat che battono tutte le altre piattaforme sociali per un pubblico giovane). Ed ancora più importante si richiede la conoscenza approfondita del proprio brand.

Capo 2: Messaggio Brand

Quando dico, “conoscenza approfondita del proprio brand” intendo come la campagna si integra e promuove il tuo brand. Se non hai il giusto messaggio di brand, non potrai mai ottenere un successo virale. Se si raggiunge il successo virale grazie a una alleanza strategica (che è il capo #3), si perde un’ottima occasione per la stampa, la consapevolezza del brand e la conversione, solo per citarne alcuni.

Scegliere correttamente il proprio messaggio di brand è anche parte integrante di qualcosa che va virale; perché, quando si dice “qualcosa” va virale, e quel “qualcosa” è il tuo brand. Certo, si potrebbe dire che il riconoscimento è azionato da una campagna, ma essenzialmente l’obiettivo di questa campagna è quello di promuovere il tuo brand. Anche se l’obiettivo chiave della campagna è quello di creare un invito all’azione per favorire le vendite, donazioni o la partecipazione ad un evento, si sta sempre contando sul tuo brand e sul messaggio che il brand espone. La comprensione di questo aiuta meglio a pianificare la prossima fase, le alleanze.

Capo 3: Alleanze

Parliamo solitamente di partnerships, ma la parola alleanza ha un impatto maggiore che sottende una  partnership più stretta e di successo. Una partnership è qualcuno con cui lavori insieme. Un’alleanza è una unione a supporto di una causa. Se gli obiettivi virali rientrano in organizzazioni di beneficenza, opere pubbliche, governative, questioni sociali quello che ti serve è un’alleanza.

Scoprirai che un’associazione è più disposta a stringere un’alleanza rispetto a un’azienda. Tuttavia, per ottenere l’alleanza di aziende o associazioni, è necessario trovare un terreno comune sia in cause sociali o di ideali.

Nella creazione di una alleanza bisogna essere sinceri su quello che si può offrire e su ciò che ci si aspetta in cambio. Prima di prendere contatti esterni, ragiona con il tuo team circa le strategie dei primi due capi, su quello che stai cercando di realizzare, che tipo di alleanza stai cercando, cosa può essere raggiunto, e quali sono i risultati attesi.