Il personal branding ha subito un grande sviluppo in tempi recenti, come conseguenza della maggiore presenza del brand sui media digitali, ma è un concetto che circola da molto più tempo. Ti ricorderai di Dear Abby, una vecchia inserzione di un quotidiano. Per molti versi, si è trattato del primo esempio di personal branding – ed è stato un notevole successo. Oggi molte aziende sono scettiche nei confronti del personal branding e preferiscono piuttosto optare per la promozione del brand dell’intera azienda. In altri casi, dove il brand non è per niente promosso, è sempre stata riscontrata una sorta di nascosto “canale di ritorno” del personal branding. Solitamente questo avveniva nel dipartimento di marketing, attraverso sforzi in link building, blog e social media.

Il fatto è che, per realizzare uno di questi tre aspetto – link building, blog e social media – deve esserci naturalmente una qualche voce che sorga in superficie. Se il tuo obiettivo è il link building, c’è bisogno di una persona della tua azienda che raggiunga altri siti e crei connessioni. Quindi si può dire che sia già presente un elemento di personal branding positivo per l’azienda.

Il personal branding garantisce altri benefici e inizia con il riconoscere le motivazioni del proprietario dell’azienda. Non tutti i proprietari vogliono essere il volto dell’azienda ma, in un ambiente che richiede trasparenza negli affari, il problema è che i tuoi clienti vogliono sapere chi sei. Il personal branding dona un volto – o un punto di riferimento – alla tua azienda, utile per i tuoi clienti e brand followers. Si tratta dell’ultima frontiera della “parete di vetro” che ti permette non solo di vedere chi si trova dall’altra parte ma anche di legarti direttamente a loro come cliente.

L’importanza di coltivare un personal brand è il motivo per cui i canali dei social media sono diventati così potenti, persino per chi non aveva intenzione di diventare un brand ma che, attraverso la propria voce, ha finito per costruirne uno. Il personal branding costruisce la fiducia della community e ottiene un following. Il following è una preziosa moneta sociale che eleva l’azienda, portandola dall’avere un semplice brand ad essere un’autorità fidata.

Diamo un’occhiata al valore di un brand che vada oltre il semplice punto di vista del cliente. Se il tuo obiettivo è costruire partnership con colleghi o creare una rete da usare a proprio vantaggio, allora avrai bisogno di una persona di riferimento che sia visibile online. Supponiamo che tu stia cercando di creare alleanze per lanciare una nuova iniziativa e che tu abbia aperto un dialogo con una persona nel Gruppo A. Tale persona avrà uno o più contatti con cui creare un legame. Quando tale persona parlerà di te ai suoi colleghi, sarà impegnativo comunicare la tua azienda nella sua interezza. È molto più facile fare riferimento a una singola persona all’interno dell’azienda, con cui la persona nel Gruppo B possa creare un legame con più facilità.

È molto più difficile creare un legame con un’azienda intera rispetto a una singola persona. È anche più facile per influencers esterni sapere chi raggiungere, in particolare se designi diversi personal brand basati sui diversi interessi dei clienti o aree di target. È come se fossero dei sales manager regionali – una buona idea per il mercato nazionale anche dal punto di vista del proprietario dell’azienda – ma ora si tratta di ideation managers, basati su aree in cui agisci come thought leader.